FaceApp: rischio per la privacy?

Torna a spopolare sui social Faceapp, l’applicazione che può invecchiare o ringiovanire i volti degli utenti che la utilizzano, forte della recentissima challenge con hashtag “Faceapp Challenge”, sta contagiando gli utenti di Facebook e Instagram di tutte le età, compresi molti volti noti del mondo dello spettacolo.

Come prevedibile, si è aperto un dibattito con al centro la privacy degli utenti, in quanto, si legge che l’ applicazione «potrebbe condividere i contenuti e le informazioni degli utenti con le aziende che fanno parte del gruppo di società di FaceApp» , il tutto a scopi commerciali ovviamente, tuttavia la paura riscontrata dai critici più ferventi è il fatto che tramite FaceApp e la relativa “challenge” possano essere messe in circolazione troppe immagini di volti, con conseguente danno alla privacy degli utilizzatori.

Curiosa argomentazione, se si guarda ad un mondo social ormai imperante, con stories di Instagram e Facebook, foto e contenuti personali condivisi ogni minuto e su più piattaforme contemporaneamente.

Cosa spiega tanto scalpore per un applicazione come FaceApp, allora ?

La risposta sembrerebbe essere il fatto che la suddetta applicazione, nonostante sia “depositata” negli Stati Uniti, provenga da uno sviluppo Russo, dunque i più “paranoici” potrebbero pensare di consegnare i loro volti e i propri dati alla Russia.

Tutto ciò potrebbe senza dubbio essere vero, tuttavia, il problema andrebbe inquadrato nel suo complesso e soprattutto alla luce del fatto che probabilmente esistono molte altre applicazioni che hanno permesso ai Russi di fare profilazione di utenti negli ultimi anni. Basti pensare a tutte quelle app che permettono di modificare le proprie foto aggiungendo filtri ed effetti particolari, molte delle quasi sempre di matrice russa.

L’aspetto che meriterebbe la maggiore critica probabilmente è il comportamento degli utenti, o meglio, la loro poca consapevolezza. Può apparire contraddittorio additare FaceApp di violare la privacy, mentre milioni di utenti in tutto il mondo condividono miliardi di foto dei loro volti (e non solo) sui più accreditati Facebook e Instagram. I più cinici potrebbero sottolineare il fatto che le suddette app sono di matrice statunitense.

Un aspetto che andrebbe sottolineato maggiormente, invece, è quanto si legge nella privacy policy di FaceApp relativamente all’eventuale vendita o messa in liquidazione dell’applicazione. Difatti, possiamo riscontrare che in caso di vendita ad un’altra organizzazione, o in caso di fusione o acquisizione da parte di un altra società « le vostre informazioni, come contenuto dell’utente, e qualsiasi altra informazione raccolta attraverso il servizio potranno essere tra gli articoli venduti o trasferiti ».

In conclusione, si raccomanda a chi legge di tutelare la propria privacy rafforzando la propria consapevolezza, informandosi sulle applicazioni che si stanno utilizzando.

Probabilmente qualche Stato o Ente prenderà ugualmente i vostri dati senza una vostra piena consapevolezza, ma almeno saprete quale.