GDPR: Apple rimuove le app con geolocalizzazione

di Michele Carillo

Mancano poco meno di due settimane all’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) disposto dall’Unione Europea. La deadline è fissata per il 25 maggio ma, mentre aziende come Google hanno già preso provvedimenti, in casa Apple il lavoro è appena iniziato.

Cosa è cambiato

Innanzitutto, sono stati revisionati i regolamenti interni su privacy e security, che hanno portato alla rimozione immediata dall’App Store di diverse applicazioni. Il provvedimento ha colpito principalmente le app che offrono servizi di geolocalizzazione. Nello specifico, sono state rimosse quelle app che non rispettano le nuove sezioni 5.1.1 e 5.1.2 dell’App Store Review Guidelines, dedicate proprio al raccoglimento, salvataggio, uso e condivisione del tipo di dati richiesti dall’applicazione.

Non si tratta comunque di una soluzione definitiva. Infatti, come riportato nel messaggio qui sotto, basta eliminare i codici, framework e SDKs (Software Development Kits) che violano la policy sulla localizzazionel

Ad Apple quindi non basta che le app richiedano i permessi per l’installazione, ma vuole che l’utilizzatore venga informato dell’uso che verrà fatto dei suoi dati. Giustamente, aggiungerei.

Non è difficile capire come mai Apple abbia voluto puntare proprio sulla questione localizzazione. Già negli scorsi anni, infatti, abbiamo assistito a diversi scandali a riguardo. Basti pensare ai dati raccolti segretamente dalla NSA (National Security Agency) contenenti la posizione di centinaia di milioni di dispositivi.

Per quanto riguarda il colosso di Cupertino, è evidente che è stato svolto un grande lavoro per offrire, come sempre, un servizio ottimale.
O si tratta solo di timore per le sanzioni previste dal GDPR, che possono arrivare fino a 20 milioni di euro?

Questo noi non lo sappiamo, ma è chiaro che qualcosa sta cambiando e magari tra qualche tempo potremo parlare di privacy online.