YouTube cesserà di supportare gli ad server di terze parti sulla piattaforma

Di Cosimo Vestito per programmatic-italia.com del 13/04/2018

La nuova politica, che ha già attirato le critiche di alcuni operatori del digitale, sarà attiva in Europa dal 21 maggio, data in cui diverrà effettiva la GDPR, e potrebbe essere estesa a livello globale

YouTube cesserà di supportare l’erogazione di pubblicità da server di terze parti in Europa a partire dal 21 maggio, prendendo in considerazione un’eventuale estensione della politica a livello globale.

Lo riporta una nota di Google ottenuta da AdExchanger, per mezzo della quale la società ha anche suggerito agli inserzionisti che attualmente non stanno utilizzando l’ad server DoubleClick Campaign Manager (DCM) per veicolare video su YouTube di “reindirizzare i loro annunci” entro il 21 maggio “per evitare rallentamenti nell’erogazione”. Lo stesso giorno, sarà effettiva anche la politica riguardante l’interruzione del supporto per il tracciamento dei pixel di terza parte, annunciata a gennaio dello scorso anno.

Google ha affermato che queste misure sono stata adottate in preparazione della General Data Protection Regulation e che sta valutando la ricertificazione di alcuni pixel di venditori terzi.

“Lo scorso anno, abbiamo annunciato che avremmo limitato il numero di venditori che possono misurare le prestazioni pubblicitarie su YouTube. Ora, come parte del nostro impegno nell’ambito della conformità alla GDPR, stiamo fornendo informazioni aggiuntive sulla misurazione pubblicitaria e sui cambiamenti relativi all’ad serving di terze parti”, ha dichiarato un portavoce della compagnia ad AdExchanger.

Google sta avvantaggiando la sua tecnologia?

Ma alcuni osservatori credono che Google stia semplicemente utilizzando la GDPR per giustificare l’interruzione del supporto per i fornitori tecnologici esterni perché DCM sarà il solo ad server a poter erogare e tracciare annunci su YouTube nell’Unione europea e, potenzialmente, in altre regioni nel futuro.

Inoltre, diversi operatori dell’industria digitale temono che queste modifiche impediranno agli inserzionisti di ottenere insight e il controllo sull’erogazione di pubblicità, sulle conversioni e sulle prestazioni post-campagna, a meno che non utilizzino le soluzioni di Google. In altre parole, Big G è accusata di star avvantaggiando la sua tecnologia a scapito delle altre.

Oltre ai cambiamenti descritti, due fonti hanno dichiarato alla testata che Google sta impedendo ai pixel e ai tag di terza parte di targetizzare le audience che utilizzano DoubleClick Bid Manager e, di conseguenza, temono che ciò ostacolerebbe le misurazioni dato che i marketer sarebbero obbligati a fare affidamento sui dati di prima parte proprietari della società.

Infine, critiche sono state rivolte anche nei confronti della modalità di comunicazione con cui Google ha informato i suoi clienti, che non sarebbe stata adeguatamente efficace.