Confermata violazione dati Facebook per 2,7 mln utenti nell’Ue

Di diariodelweb.it del 06/04/2018

Commissione europea lavora per giro di vite su protezione dati

I dirigenti di Facebook hanno mandato “ieri sera” una risposta alla lettera che era stata loro inviata la settimana scorsa dalla commissaria Ue alla Giustizia Vera Jourova per chiedere spiegazione sulla vicenda dei dati personali degli utenti usati in modo improprio dalla società britannica Cambridge Analytica. Lo ha riferito alla stampa oggi a Bruxelles il portavoce della Commissione europea per la Giustizia, Christian Wigand.

“Facebook ci ha confermato che i dati personali di circa 2,7 milioni di europei, o persone che risiedono nell’Ue per essere più precisi, potrebbero essere stati trasmessi a Cambridge Analytica e condivisi in modo inappropriato”, ha aggiunto il portavoce.

La lettera ricevuta dalla Jourova, ha continuato Wigand, “spiega anche le misure che Facebook ha già adottato: studieremo la lettera in maggiore dettaglio, ma è chiaro che questo richiederà ulteriori discussioni con Facebook sui cambiamenti introdotti, anche nel contesto delle nuove regole Ue sulla protezione dei dati e delle questioni più ampie connesse al processo democratico”.

“Ci sarà una telefonata tra la commissaria Jourova e la Chief Operating Officer di Facebook Sheryl Sandberg all’inizio della settimana prossima per continuare queta discussione”. Ieri, intanto, ha proseguito il portavoce, Jourova “ha parlato con Andrea Jelinek, presidente del gruppo europeo delle autorità di protezione dei dati personali. E martedì prossimo ne discuteranno le autorità nazionali di protezione dei dati dell’Ue. Un approccio coordinato delle autorità di protezione dei dati dei paesi europei in questa indagine è ora cruciale”.

Con le nuove regole Ue che entreranno in vigore tra circa due mesi, ha aggiunto Wigand in risposta ad altre deomande della stampa, “ci saranno molti cambiamenti. Abbiamo regole chiare in vigore fin dal 1995, con la direttiva sulla protezione dei dati. Questa sarà ulteriormente rafforzata dal 25 maggio con un nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati, nel contesto delle ultime rivelazioni riguardanti Facebook e Cambridge Analytica”.

Il nuovo regolamento rafforzerà per esempio, ha spiegato il portavoce, “principi sulla protezione dei dati che esistono già, come la limitazione degli scopi per il loro utilizzo (“purpose limitation”, ndr), o l’ulteriore laborazione dei dati personali. Così, se una società raccoglie per un determinato scopo i dati di una persona, secondo le nuove regole dovrà ottenere il suo consenso esplicito e affermativo, se vorrà trasmetterli a parti terze oppure utilizzarli per scopi diversi”.

“Le nuove regole – ha detto ancora Wigand – prevedono anche l’obbligo per i data processor di informare i consumatori rapidamente, entro 72 ore, di una possibile violazione dei dati. Le autorità di protezione dei dati avranno inoltre nuovi e maggiori poteri sanzionatori. In caso di violazione delle leggi sulla protezione dei dati, le sanzioni saranno proporzionate all’offesa, ma – ha concluso il portavoce _ potranno ammontare fino al 4% del giro d’affari mondiale annuale della società”.