Facebook traccia anche i non iscritti

Nel 2016 Facebook ha vinto una causa intentata dalla Commissione per la privacy del Belgio contro la società per violazione delle leggi sulla privacy dell’UE.

Tuttavia, venerdì 16 febbraio, Facebook ha incontrato un nuovo ostacolo giuridico da non sottovalutare.

La Commissione, già nel 2016, aveva accusato Facebook di rintracciare sia gli utenti che i non utenti della propria piattaforma tramite il cookie “datr”.

Facebook ha sostenuto di dover usare il cookie per rintracciare tutti, asseritamente al fine di garantire la propria sicurezza ed identificare le botnet.

Successivamente, però, ha anche ammesso che sarebbe stato utilizzato per scopi pubblicitari.

Facebook è stata in grado di vincere per motivi di diritto la prima causa, in quanto il Tribunale ha concordato con Facebook che la Commissione per la privacy in Belgio non avrebbe potuto proporre l’azione perché la società di Palo Alto ha la propria sede in Irlanda.

Da allora, altri tribunali europei hanno stabilito che le società che hanno una sede in qualsiasi parte d’Europa possono essere citate in giudizio in uno degli Stati membri dell’UE con riguardo alla violazione delle norme sulla privacy.

Facebook ha provato a sostenere che i suoi Termini di servizio affermano che qualsiasi utente di Facebook può citare in giudizio la compagnia solo negli Stati Uniti ma i tribunali si sono espressi sfavorevolmente e hanno definito tale politica di Facebook “abusive”.

Poco meno di un mese fa, Facebook ha annunciato modifiche al suo feed di notizie e ha fornito apparenti maggiori controlli sulla privacy agli utenti.

Ciò nonostante il tribunale belga ha minacciato di multare la compagnia di Palo Alto per un importo di 125 milioni di dollari.

Il tribunale ha chiarito che Facebook ha continuato a monitorare le persone sui siti web di terzi ed ha pertanto stabilito che Facebook cancelli tutti i dati raccolti dei cittadini del Belgio, sottolineando, inoltre, che i cittadini belgi vittime di tale indiscriminata raccolta di dati, non erano neanche utenti di Facebook.

 

Ma v’è di più.

La corte ha dichiarato che Facebook non li ha informati in modo sufficiente riguardo al tipo di dati che sono stati raccolti, cosa ha fatto con questi dati e per quale periodo di tempo le informazioni sono state memorizzate sui propri server.

Questo caso giudiziario ha quindi reso pubblico il modo in cui il social network monitora gli utenti non iscritti al social.

Il consiglio è quello di cancellare sempre i cookie e di tener presente che diverse ricerche scientifiche dimostrano che Facebook danneggia anche la saluta mentale, oltre a violare la vostra privacy.