Dopo il decreto istitutivo, il bando di finanziamento.

In un Paese sempre più ripiegato ed incerto, l’idea del MISE è quella di istituire un legame fertile tra i centri di ricerca (primariamente le Università, ma non solo) e le imprese (le più diverse) creando soggetti bifronti pubblici-privati che tengano assieme queste due realtà in un disegno – che diremo culturale – di spinta all’innovazione.

Termini e modalità di inoltro della domanda sono fissati dal Decreto Direttoriale del 29 gennaio 2018 sono stati precisati i da inoltrare al Ministero dello sviluppo economico – Direzione generale per la politica industriale e la competitività e le piccole e medie imprese, all’indirizzo PEC dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it – dal giorno 1 febbraio 2018 fino alle ore 24.00 del giorno 30 aprile 2018, pena l’invalidità e l’irricevibilità degli stessi, utilizzando la modulistica disponibile nel sito del Ministero www.sviluppoeconomico.gov.it.

I Centri di competenza che possono avanzare domanda, ai sensi del Decreto MISE 214 del 12 settembre 2017, sono soggetti collaborativi a rilevanza esterna costituiti, secondo il modello di partenariato pubblico-privato (ovvero una modalità di collaborazione tra partner sia pubblici che privati, questi ultimi selezionati dal partner pubblico tramite procedura di evidenza pubblica) da «poli di innovazione» – cioè da strutture o raggruppamenti organizzati di parti indipendenti nei quali sono ricompresi startup innovative, piccole, medie e grandi imprese, organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, organizzazioni senza scopo di lucro e altri pertinenti operatori economici, con la finalità di incentivare le attività innovative mediante la promozione, la condivisione di strutture e lo scambio di conoscenze e

competenze onde contribuire efficacemente al trasferimento di conoscenze, alla creazione di reti, alla diffusione di informazioni e alla collaborazione tra imprese e altri organismi che costituiscono il polo.

Il Centro si costituisce con contratto, i cui requisiti sono indicati dallo stesso decreto MISE e dovrà proporre programmi di attività finalizzati ad erogare un servizio di:a) orientamento alle imprese, in particolare PMI, attraverso la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportare le imprese nel valutare il loro livello di maturità digitale e tecnologica; b) formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di formazione in aula e sulla linea produttiva e su applicazioni reali, utilizzando, ad esempio, linee produttive dimostrative e sviluppo di casi d’uso, allo scopo di supportare la comprensione da parte delle imprese fruitrici dei benefici concreti in termini di riduzione dei costi operativi ed aumento della competitività dell’offerta;c) attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese, compresi quelli di natura collaborativa tra le stesse, e fornitura di servizi di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, anche attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese, in particolare delle PMI.

I contributi per la realizzazione dei programmi sono finalizzati a sostenere le spese relative a: a) costituzione e avviamento dell’attività del centro di competenza ad alta specializzazione, nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 27 regolamento GBER (il regolamento che disciplina l’erogazione di contributi nel quadro comunitario onde non evitare lo sconfinamento in aiuti di stato) , per un importo complessivo non superiore a euro 7.500.000,00 (settemilionicinquecentomila) per polo, nella forma di contributi diretti alla spesa ed in misura non superiore al 65 per cento delle risorse disponibili; b) progetti di cui al programma di attività del centro di competenza ad alta specializzazione, nel rispetto delle condizioni di cui agli articoli 25, 28 e 29 del regolamento GBER, per un importo massimo non superiore a euro 200.000,00 (duecentomila) per ciascun progetto, nella forma di contributi diretti alla spesa ed in misura non inferiore al 35 per cento delle risorse disponibili.

I criteri di erogazione dei finanziamenti al centro di competenza ad alta specializzazione guardano tanto alle caratteristiche dei poli di ricerca – e sono basati, in quel caso, sulla solidità tecnico-economico-finanziaria del partenariato e la pregressa attività di trasferimento tecnologico realizzata con PMI o comunque afferenti alle tecnologie Industria 4.0; quanto alle imprese partner, tenendo conto, per esempio, del numero di brevetti ovvero di diritti di proprietà industriale inerenti allo sviluppo di tecnologie in chiave Industria 4.0, per i tre anni precedenti la data di proposizione della domanda; o al numero di studenti formati all’interno di academy aziendali, con meccanismi di alternanza scuola-lavoro ovvero mediante collaborazioni con istituti tecnici superiori o formati attraverso master specialistici finanziati dall’impresa, per i tre anni precedenti la data di proposizione della domanda nonché, ovviamente, alla sostenibilità economico-finanziaria del programma di attività.

La dimensione culturale del progetto è scoperta, nel pensiero sotteso all’istituto, nella spinta ad aggregare (e, ancora di più, a premiare chi si è già aggregato) “pratici” e “teorici” allo scopo di a) sconfiggerefenomeni di misconoscenza dei risultati e della capacità innovativa della ricerca fondamentale (fenomeni che possono produrre – che hanno prodotto, secondo la mia personalissima esperienza – quel pericoloso atteggiamento per cui molte imprese voltano le spalle alla ricerca, non riconoscendole affatto alcun diritto di cittadinanza entro la logica imprenditoriale, con l’effetto della sclerosi dei processi aziendali e la – contestuale – perdita di inventiva, efficienza, e competitività, in una spirale che ha via via trascinato in basso molta dell’eccellenza imprenditoriale verso produzioni di “bassa manovalanza” o scarsa qualità, in un contesto di competizione diretta e (però) perdente con soggetti che su questo piano sono estremamente più competitivi; b) premiare quei tessuti imprenditoriali che abbiano cominciato a camminare a braccetto con la ricerca.

Avv. Fulvio Ingaglio La Vecchia, Dott. Francesco Capparelli.