Sex and the Privacy (Le conversazioni di Tinder e il consenso su LegalFling)

Tinder è un’app di incontri online lanciata nel 2012 e consente ai membri di scorrere i profili per creare connessioni sociali, è un servizio di appuntamenti molto popolare che ha raggiunto oltre 20 milioni di utenti fino ad oggi ed è utilizzato in 196 paesi.

Tuttavia, secondo gli esperti di sicurezza di Checkmarx, Tinder ha due difetti critici di sicurezza che espongono tutti i dati sulle persone che ti piacciono (e non ti piacciono) e le tue conversazioni sull’app.

I difetti sono stati identificati a novembre dello scorso anno ma l’app contenente la correzione di questo bug non è ancora stata rilasciata.

I bug sono associati al processo di crittografia che riguarda la categoria delle immagini; consente agli hacker di ottenere informazioni sulle foto su cui hai passato il dito per determinate azioni come lo scorrimento verso destra o verso sinistra; attraverso la comprensione di questi modelli, gli hacker possono facilmente comprendere e determinare i tuoi gusti e conoscere l’identità delle persone che ti piacciono.

Il tutto perchè non è ancora stata implementato la crittografia HTTPS.

Poiché la funzionalità di scorrimento di Tinder è priva della protezione HTTPS, i messaggi vengono quindi esposti a terzi.

Ciò può portare a conseguenze disastrose, come ottenere informazioni sulle preferenze sessuali di un utente che un hacker può ricattare minacciando di rendere pubbliche tali informazioni sensibili dato che un terzo può monitorare tutte le tue azioni su Tinder e possono anche registrare chiunque ti piaccia o con cui pianifichi di chattare.

I bug, quindi, producono gravissimi problemi di privacy per gli utenti di Tinder.

Ma v’è di più.

Una nuova app cerca di semplificare le complessità legate al sesso, al consenso e a ciò che è o non è permesso durante il rapporto sessuale: LegalFling si propone di risolvere il delicato problema del sesso e ciò che è stato acconsentito e non è stato acconsentito dai partecipanti al rapporto sessuale.

L’idea di base è che l’app consente a due persone di registrare il loro consenso al contatto sessuale, compresi dettagli come se i preservativi sono richiesti o meno, se il linguaggio esplicito può essere utilizzato e se le pratiche sadomaso e la registrazione di foto e video sono reciprocamente tollerate.

 

Dalle faq dell’app: “L’applicazione genera un contratto, un accordo legalmente vincolante. Ricorda, l’app riguarda l’impostazione di regole chiare e limiti, non la loro rottura. In che misura il contratto è valido in tribunale dipende dal tuo paese di residenza. “

Fondamentalmente, significa semplicemente che l’accordo è registrato esternamente, quindi una parte non può disconoscerne la circostanza di esserne stati entrambi informati alterando le informazioni memorizzate sul proprio telefono.

Il contratto  è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale, secondo il codice civile.

Innanzitutto deve rilevarsi che l’oggetto del contratto, nel caso di specie, sarebbe rappresentato dalla prestazione sessuale, che, sebbene di per sé sia lecita, non è mai suscettibile di valutazione economica.

L’articolo 1174 del codice civile afferma che la prestazione che forma l’oggetto di un’obbligazione deve essere di natura economica ma non necessariamente patrimoniale ma la legge sancisce anche che non è possibile obbligare un soggetto ad avere un rapporto sessuale per contratto ma soprattutto non avrebbe senso parlare di danno da inadempimento stante l’impossibile valutazione economica di un rapporto sessuale.

 

L’idea, giuridicamente, potrebbe essere tollerata se dovesse generare un accordo di natura condizionale, ovvero, una volta dato il consenso si possono escludere reciprocamente determinate pratiche ed una violazione di tali condizioni costituirebbe una violazione del contratto.

 

Anche se LegalFling dovesse soddisfare i requisiti di formazione di un vincolo contrattuale, non sarebbe comunque possibile adire un tribunale con la richiesta di attribuire un valore economico alla violazione dell’obbligo di non incorporare alcuni elementi sessuali nel rapporto.

LegalFling, da parte sua, vorrebbe risolvere il problema dando agli utenti la possibilità di concordare preventivamente il valore monetario della violazione.

Il chè avrebbe un duplice effetto: in primo luogo, l’elenco delle sanzioni potrebbe essere visto come un listino prezzi e incentivare la violazione per coloro che possono pagare. In secondo luogo, si aprirebbe il vaso di Pandora del riconoscimento nell’ordinamento italiano dei danni punitivi di matrice anglosassone, in parte già recepito ma sicuramente in contesti molti diversi.

 

Concludendo, il quadro legale esplicitato nell’articolo lascia poco spazio a dubbi: piuttosto che iscriversi ad un’app per trattare contenuti di natura sessuale, sia con riguardo alla privacy sia con riguardo al consenso, il comportamento migliore (ancora fortunatamente ma per poco, a quanto pare ndr) resta invitare fuori la propria fiamma e rispettarla in ogni possibile modo, obbedendo non ad una regola giuridica o informatica ma di semplice buon senso.